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Blockfield di Pian del Fretto
incisione fluviale del torrente Lerone

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Geomorphology

La caratteristica più evidente, riguardo alla morfologia del massiccio del Beigua, è sicuramente la forte asimmetria tra il versante padano e quello tirrenico. I versanti tirrenici sono caratterizzati da forti pendenze ed essendo dominati da affioramenti di rocce serpentinitiche appaiono aspri, brulli, con coperture arboree discontinue: al contrario, quelli padani, caratterizzati da deboli pendenze e dalla presenza di abbondante copertura detritica, appaiono ricchi di estesi boschi misti.
Lo schema riportato illustra gli aspetti morfologici dei due versanti, derivanti da movimenti tettonici durante il Pliocene-Quaternario, che hanno determinato la diversa pendenza dei versanti. La superficie morfologica a pendenza dolce è bruscamente intagliata dall'erosione dei torrenti che scendono verso il Mar Ligure e che provocano l'arretramento del versante.
Diversi sono i processi di modellamento che hanno contribuito alla notevole varietà di paesaggi:
1. L'agente che riveste un ruolo importante nel modellamento del massiccio del Beigua è l'acqua, con i suoi processi di erosione, trasporto e sedimentazione, e la genesi di forme ad essi associate.
I due versanti tirrenico e padano mostrano infatti profonde differenze anche per quanto riguarda la forma dei diversi reticoli fluviali:
- sul versante padano si hanno reticoli maturi, caratterizzati da forme sinuose che hanno fortemente inciso i rilievi. Hanno quindi lasciato tracce della loro storia nei terrazzamenti a diverse quote;
- sul versante tirrenico, il reticolo presenta caratteri non propriamente giovanili, ma ancora notevolmente immaturi, data la forte pendenza dei versanti. Le valli dei corsi d'acqua, che attraversano le metaofioliti, sono strette ed incise, mentre le frequenti discontinuità della roccia generano una moltitudine di laghetti, cascatelle e forme erosive di grande suggestione. Uno degli esempi più spettacolari è l'alta valle del T. Lerone, dove è presente la forra del Cu du Mundu; tra le cascate di maggior rilievo vanno citate la cascata del Serpente, presso Masone, e quella sottostante il Ponte dei Saraceni sul T.Teiro, poco a valle di Alpicella. La morfologia fluviale presenta caratteri di straordinaria bellezza anche nella valle del Rio Masca, nell'alta valle del T. Sansobbia e lungo il Rio Baracca.
I calcescisti, le prasiniti, ma soprattutto le rocce sedimentarie, che caratterizzano la zona di Stella e del versante padano, sono facilmente erodibili e questo, unitamente alla minor pendenza dei versanti, da luogo a forme più dolci, valli aperte e, in alcuni tratti, a tracciati a meandro come quelli del Torrente Orba. Le sequenze conglomeratiche e le forme dovute al modellamento fluviale sono diffuse un po' ovunque nel versante padano, ma assumono caratteri veramente suggestivi nella Val Gargassa.
2. Un secondo agente, al quale si devono diverse forme e depositi presenti soprattutto sul versante tirrenico, è la forza di gravità.
L'area del massiccio del Beigua è interessata, per quanto riguarda la stabilità dei versanti, da numerosi movimenti franosi. Tale tendenza è insita nelle caratteristiche stesse di alcune rocce, ma a questo bisogna aggiungere, il più delle volte, la cattiva gestione del territorio (disboscamenti, incendi, costruzioni di strada in territori montani).
3. La tettonica, ha originato forme che si ritrovano prevalentemente nel versante tirrenico della catena.
L'area viene prevalentemente distinta in due porzioni a comportamento diverso:
- una prima area, quella costiera e dell'immediato entroterra, dove prevale una generale fase di abbassamento all'inizio del Pliocene, ed una successiva situazione di stasi o di sollevamento moderato durante il Quaternario.
- una seconda area, quella più interna e dei rilievi, che ha subito invece un intenso e quasi continuo sollevamento dal Pliocene fino ad oggi.
4. In ultimo, gli agenti morfogenetici che hanno modellato la fascia tra il versante padano e quello tirrenico, creando una morfologia morbida, possono essere quelli legati all'ambiente periglaciale. Questi processi si dovevano sviluppare con un clima decisamente più freddo, all'estremo limite delle nevi persistenti, dove brevi o lunghe alternanze di gelo e disgelo del suolo modellavano tali forme. In tale fascia si ritrovano forme "relitte" legate a processi probabilmente periglaciali, forse non ancora del tutto terminati, che a tutt'oggi sono in parte soggette allo smantellamento ad opera dell'azione erosiva (gravitativi o fluviale), legata all'evoluzione recente.
Non bisogna dimenticare inoltre, tra gli agenti caratterizzanti l'ambiente periglaciale, le acque correnti nivali, che possono aver contribuito al modellamento di tali aree, ed infine il vento.
5. L'agente morfogenetico, che ha modellato e modella la parte più bassa del versante tirrenico, è infine il moto ondoso, insieme a tutti i processi che si sviluppano lungo coste. Questo ha lasciato evidenti testimonianze a diverse quote lungo i rilievi, come terrazzi marini della fascia costiera ben evidenti tra Arenzano e Varazze.

 

Terrazzo marino di Cogoleto
schema geomorfologico evoluzione dei crinali
the profile of Bric del Dente
parete subverticale scarpata Pian del Frett