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Alpicella Neolitica

A piedi         Elevato interesse: panorama Elevato interesse: archeologia 
  • Partenza: Varazze
  • Arrivo: Varazze
  • Tempo di percorrenza: 30 min + 1h 40min
  • Difficoltà: T - Turistico
  • Lunghezza: 6 km
  • Dislivello: 330 m

Difficoltà: Sentiero per tutti (T)
Caratteristiche: sentiero panoramico, dedicato agli aspetti archeologici e geomorfologici

Durata del percorso: 30 min +
Caratteristiche: archeologico, geomorfologico,

Un itinerario nel cuore della preistoria, attraverso la visita del sito neolitico del "riparo sotto roccia" in località Fenestrelle ed al museo preistorico di Alpicella, l'itinerario  culmina lungo la "strada megalitica",  una particolare via, delimitata da grandi blocchi,  rivolta verso la vetta "magnetica" del monte Greppino. 


(foto di PR Beigua)
 

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Accesso e punto di partenza
Chi preferisce la macchina alla corriera (per informazioni vedi www.acts.it) dovrà lasciare la vettura nell'ampio posteggio a est della chiesa di Alpicella (44°24'13"N -  8°32'05"E) Prima di andare a visitare il museo a pochi 10 metri dalla piazza del centro storico, andiamo a fare un giro sul sagrato della chiesa parrocchiale scoprire le architetture di questa frazione o per godere di una vista panoramica sulla val Teiro.

La visita al museo archeologico dell'Alpicella (398m)
permette di osservare sia una buona parte dei reperti  recuperati dagli archeologi durante gli scavi del "Riparo sotto roccia" sia il contesto geologico - geomorfologico in cui l'uomo del neolitico decise di frequentare queste zone. Potremo osservare diversi vasi a "Bocca Quadrata", che caratterizzano il Neolitico Medio (4700 - 3700 a.C.) vasi a "Bocca Quadrilobata" (pressoché esclusivi del finalese) e uno spillone in bronzo che documenta l'utilizzo del riparo anche per tutta l'Età del Bronzo.

Il sito archeologico in località Fenestrelle (320m/30min) (44°23'41"N -  8°32'14"E)
è raggiungibile prendendo la deviazione a sinistra lungo la strada che da Varazze sale ad Alpicella poco prima di arrivare in paese percorrendo un sentiero marcato con segnavia "D" di colore rosso. Scendiamo ripidamente lungo il sentiero che ci porta al corso del torrente Teiro, lo attraversiamo grazie ad al bellissimo "Ponte dei Saraceni" mentre osserviamo le profonde incisioni che l'acqua ha prodotto sulla dura roccia e ed una bella cascata. Dopo aver attraversato una strada asfaltata, proseguiamo lungo un sentiero in piano nel bosco per circa 15 minuti sino ad un recinto in legno che delimita una parete di roccia strapiombante… il "Riparo sotto Roccia". Proprio in questo posto, nel Neolitico, un piccolo gruppo di agricoltori-pastori che qui vivevano scendevano  ai villaggi della costa con i loro greggi gregge dopo la permanenza nei pascoli di mezza quota nei pressi di questo riparo. Portano con loro una carico prezioso, i duri e tenaci ciottoli di "Pietre Verdi" che hanno raccolto lungo i greti dai torrenti  adatti per costruire asce per abbattere alberi e  zappe per dissodare i terreni agricoli.

Tornati ad Apicella, per andare a scoprire la "Strada Megalitica" dobbiamo percorrere la strada asfaltata (segnalata anche con una "H" di colore rosso) che passando località "Ferri??" conduce alla località

Ceresa (605m/40min)
Qui si trova una bella casetta in pietra, con scaletta esterna in legno e un allevamento di caprette nello spiazzo antistante. A sinistra della costruzione, ecco finalmente il segnavia ("N" rossa ), relativo alla "Strada megalitica". Quasi all'imbocco del sentiero, in terreno di proprietà privata incontriamo un masso detto "a polissoir": il più antico rinvenimento di incisioni rupestri nell'area del Beigua. Il masso che riporta una serie di incisioni lineari probabilmente generate dall'utilizzo del masso come affilatoio.
Si va avanti nel bosco, sempre seguendola "N" rossa  mentre a tratti si aprono vedute sulle vallate circostanti, e scorci sulla costa. E infine, la

"Strada megalitica" (605m/1h30min) (44°24'34"N -  8°33'33"E)
un "viale" di epoca preistorica, come protetto da una serie di massi a sembrare primitivi "paracarri". Qual era la loro vera funzione? Il luogo è conosciuto dagli studiosi come "Recinto sacro" ed era, forse, rivolto a qualche divinità, considerato che la vicina vetta del monte Greppino (raggiungibile seguendo il segnavia "T" che in parte accompagna, per poi separarsene, la "N" della strada megalitica) presenta, per la sua composizione rocciosa, una notevole capacità di attirare i fulmini. Torniamo ad Alpicella per la medesima strada.

Periodo consigliato: Tutto l'anno


(foto di PR Beigua)
 

(foto di PR Beigua)
 
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