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Santa Giustina

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Nel sito di S. Giustina, localizzato nell'alveo del Torrente Sansobbia, poco lontano dal centro abitato di Stella, affiora la parte basale della successione stratigrafica di S. Giustina Giovo del Sassello, nella quale si trovano testimonianze del passaggio da un ambiente di piana alluvionale ad un ambiente marino, con episodi di colonizzazione a coralli. I litotipi della zona, appartenenti alla Formazione di Molare, sono costituiti da conglomerati da fini a molto grossolani con intercalati orizzonti marnoso-argillosi o arenacei. Negli intervalli fini, sono ben visibili resti di tronchi carbonificati, anche di discrete dimensioni, e di foglie. Da questo sito proviene una ricca flora a pteridofite, gimnosperme e angiosperme, oltre a characee, che è stata studiata da S. Squinabol e P. Principi tra fine '800 e inizi del '900.

Questo tipo di depositi, riferibili all'Oligocene inferiore (circa tra 34 e 28 Milioni di anni), può essere inquadrato in un sistema di piana e di conoide alluvionale. La paleoflora, caratterizzata dalla presenza di specie sia tropicali sia di zone temperate, è riferibile ad un ambiente a clima caldo (simile a quello di molte foreste tropicali attuali), dove nelle zone più basse e pianeggianti prosperavano felci arboree (Goniopteris polypodioides), palme di grandi dimensioni (Perrandoa, Isselia, Flabellaria, Phoenicites), tra le dicotiledoni, Ficus, Artocarpus, Cinnamomum, Diospyros, Magnolia, Anona, Sapindus, Cassia, liliacee, e, nel sottobosco caldo-umido dicotiledoni lianose e felci come Pteris, Blechnum, Aspidium. Sui rilievi circostanti, con clima confrontabile a quello delle attuali fasce temperate, la vegetazione era caratterizzata da dicotiledoni come Quercus, Castanea, Ilex, Mirica, Alnus, Fagus, Acer e Platanus e da conifere come Sequoia, Taxodium e Glyptostrobus.

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