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Inquadramento geologico

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Lo studio sulle rocce e sulla loro posizione ha permesso di comprendere l'evoluzione della paleogeografia attraverso il tempo, di individuare le loro aree di provenienza (domini paleogeografici) ed i processi che li hanno formati e trasformati (genetici e metamorfici).
Parte del Parco si trova nella parte più occidentale delle Alpi Marittime, i cui limiti, in termini geologici, sono situati dal confine francese fino alla zona Sestri Voltaggio. Durante la loro formazione, orogenesi, si sono costituite numerose falde ed unità tettoniche, appilate l'una sull'altra.
Durante il Giurassico, i paleocontinenti europeo ed africano si allontanano e quindi si forma il Bacino Oceanico Piemontese-Ligure. Il margine passivo del paleocontinente europeo è distinto in tre principali domini: a) delfinese provenzale b) brianzonese c) piemontese.
In particolare, nell'area del M.Beigua si possono individuare unità dei domini brianzonese (basamento polimetamorfico), piemontese (sequenze carbonatiche e pelitiche mesozoiche) e del Bacino Piemontese Ligure (metaofioliti).
L'orogenesi alpina si é realizzata nel settore delle Alpi Liguri, a partire da circa 90 milioni di anni fa, a causa della chiusura del bacino oceanico (dominio Ligure Piemontese) e della collisione dei due paleocontinenti. La subduzione si è propagata verso Ovest, coinvolgendo anche settori continentali, prossimi alla zona di collisione (sutura).
La litosfera oceanica, quasi completamente inghiottita dal mantello, durante la subduzione, a partire dall'Eocene è stata in parte riportata in superficie. Le diverse unità tettoniche, provenienti dai diversi domini, e riesumate dalla subduzione, sono state quindi traslate verso l'avampaese (zone esterne), reciprocamente appilate con direzione di trasporto circa da Est verso Ovest, strutturandosi nell'area in oggetto, nelle Ofioliti del Gruppo di Voltri e della Zona Sestri Voltaggio.
Inoltre, con la formazione degli Appennini si assiste ad un movimento retrovergente, che ha in varia misura interessato le falde, complicando ulteriormente i già complessi rapporti tra le diverse unità.
Alla fine dell'Eocene (circa 40 milioni di anni fa), il processo collisionale delle placche si può considerare terminato e le strutture alpine sono in gran parte emerse. Iniziarono quindi a subire un ciclo erosionale, costituendo così depositi post-orogenici. Questi terreni, poiché originati nelle stesse località in cui si trovano attualmente, vengono definiti autoctoni, a differenza di quelli delle falde, definiti alloctoni.
Successivamente si ha un complessivo collasso della catena, la qual cosa permette ad un mare di avanzare da Nord-Est verso Sud-Ovest. Nasce il Bacino Terziario Ligure-Piemontese, che si propaga con ambienti di tipo maremma, fino alla zona di Sassello - Santa Giustina.
Tra l'Oligocene superiore ed il Miocene inferiore, un altro evento legato alla tettonica delle placche sconvolge l'area: il blocco Corso-Sardo si distaccò progressivamente dalla Provenza, ruotando fino alla posizione che conosciamo oggi e, di conseguenza, le terre emerse a Sud dell'attuale costa, collassarono, invertendo il fronte costiero e portando alla formazione del Mar Ligure.
Le argille formate nel Plioceniche, nella riviera di Ponente, vengono poi sollevate fino a 600 metri sul livello del mare, instaurando un sistema di faglie a gradoni, che caratterizzano l'attuale aspetto della costa ligure.
Il protrarsi del sollevamento fino al Quaternario, determinò lungo la costa la formazione di terrazzi costieri, tra cui, particolarmente evidente, il terrazzo che costituisce la sommità pianeggiante del Promontorio di Arenzano.


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Coordinamento aree protette ofiolitiche