|
L'area abbiamo detto interessare i comuni di Sassello,
Tiglieto, Rossiglione, Campo Ligure, Masone, nel
versante padano e di Stella, Varazze, Cogoleto, Arenzano
e Genova, nel versante tirrenico.
La linea dello spartiacque ligure - tirrenico, con andamento circa N-S, si sviluppa
per circa 25 km dal colle del Giovo di Sassello al passo del Turchino e rappresenta
un'asse teorico che divide il versante meridionale da quello settentrionale.
Il massiccio del Beigua sovrasta la costa con cime che superano abbondantemente
l'altitudine dei 1000 metri, raggiungendo i 1287 metri sul livello del mare con
il monte Beigua, da cui prende il nome tutta la zona. Il massiccio è morfologicamente
ben definito: a Nord il limite è costituito dall'alto bacino del torrente
Orba; ad Est abbiamo le valli dello Stura e del Cerusa, separate dal passo del
Turchino; a Sud troviamo i terrazzi marini dei piani d'Invrea e le falesie di
Vesima; infine a Ovest il limite è costituito dalla valle del Teiro, dalla
testata del Sansobbia e dal bacino dei torrente Erro.
Il crinale principale si snoda parallelamente alla costa, dalla cima del monte
Beigua fino al monte Reixa (1183 m.), toccando cima Frattin (1145 m.), il monte
Rama (1148 m.) e il monte Argentea (1082 m.). Esso appartiene allo spartiacque
tirrenico-padano che, proprio in questa zona, si trova alla minima distanza dal
mare (circa 9 km). Inoltre si possono individuare quattro crinali secondari con
direzione circa N/S. Il primo partendo dal monte Beigua raggiunge la costa a
punta Invrea passando dai monti Cavalli, Priafaia, Le Faie e Grosso. Il secondo
crinale si svolge sinuoso oltre il monte Ermetta, con monte Avrè e monte
Vereira, biforcandosi sopra a Palo. A levante la terza linea di displuvio scende
dal monte Reixa, supera passo Gava, il monte Tardia e Bric degli Uccelli fino
a Vesima e Crevari; l'ultimo crinale si spinge verso N oltre il passo del Faiallo
e Bric del Dente costituendo l'alto versante sinistro del torrente Stura e quello
destro del torrente Orba fíno a Rossiglione.
Altre cime importanti sono: il monte Sciguelo (1103 m.), il Bric Camulà (818
m.) ed il Bric Gavetta (779 m.). Tale orografia crea condizioni favorevoli ad
un'elevata piovosità ed intensi fenomeni di condensazione dell'umidità atmosferica.
Il valore di precipitazione annua raggiunge valori di circa 2000 mm. A tale elevata
piovosità vanno anche sommati apporti importanti per condensazione diretta
dell'umidità atmosferica specie sulle zone di cresta. Per queste ragioni,
notevole è l'abbondanza di acque superficiali, che scaturiscono da numerose
sorgenti perenni anche ad alte quote.
I numerosi torrenti discendono da tutte le direzioni dei rilievi del massiccio serpentinitico, costituendo un reticolo idrografico di tipo "radiale", divergente dalla cima del M. Rama. In tale area, una massa di rocce, relativamente resistenti all'erosione e prive di discontinuità disorientate, sono tra i presupposti finché si generi un reticolo radiale, soprattutto se come nel caso di quest'area si sono verificati sollevamenti.
Riguardo la forma del reticolo bisogna evidenziare che, su versanti occidentali,
prendono origine il Giovo, affluente dell'Erro e tributario della Bormida; il
Sansobbia ed il Teiro, che, scorrendo verso Sud, sfociano in mare rispettivamente
ad Albisola e a Varazze; a Nord si apre il bacino dell'Orba con i suoi affluenti
Orbicella, Orbarina, Giurfo e Baracca; ad Est, insieme al torrente Gargassa,
si trovano il rio Masca e il torrente Masone, tutti tributari dello Stura; con
deflusso a mare, il Cerusa con i suoi affluenti principali rio dell'Orto e rio
della Gava; a Sud, infine, il Portigliolo, l'ArrEsta, il Rumaro, il Lerone e
il Cantarena sfociano tutti nel breve tratto costiero compreso fra Varazze e
Arenzano.
In generale i rii che scorrono nel versante meridionale hanno corso breve, ripido,
interrotto da cascate, chiuso talvolta da pareti rocciose strettissime; mentre
i percorsi dei torrenti settentrionali sono più complicati a causa della
varietà del substrato roccioso e la conseguente diversa resistenza all'erosione.
Questo costringe i corsi d'acqua a seguire le linee di debolezza per aprirsi
la strada.
|