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Giornata mondiale delle zone umide: gli interventi di conservazione nel Parco del Beigua

( Varazze, 30 Gennaio 20 )

La vita prospera nelle zone umide: questo è lo slogan scelto per celebrare la giornata mondiale delle zone umide, il 2 febbraio. Un concetto che assume un valore ancora più forte quest'anno, in cui si celebra il "Super anno" della biodiversità, l'inizio di un decennio in cui  l'attenzione della comunità scientifica sarà concentrata su due momenti cruciali, la Conferenza UN sulla Biodiversità a ottobre in Cina e la Conferenza UN sul Clima in Scozia a novembre, che definiranno il piano di azione futuro per invertire la perdita di biodiversità e diminuire le emissioni di gas effetto serra.

Le zone umide infatti, grazie al loro particolare microclima, sono dei veri e propri serbatoi di biodiversità, che conservano una straordinaria ricchezza di specie animali e vegetali, la cui vita dipende dal livello di affioramento dell'acqua, dalla sua permanenza a livello superficiale e dalle condizioni peculiari del terreno. Per questo rappresentano anche fondamentali indicatori dello stato di conservazione della natura, in quanto il delicatissimo equilibrio ambientale reagisce alle sollecitazioni, positive o negative, che provengono dall'esterno.

L'area protetta del Beigua racchiude, tra stagni e torbiere, più di 25 zone umide di maggiore estensione, alcune delle quali sono di straordinaria importanza per la conservazione di habitat e specie rare: particolare valore hanno i sistemi del Laione, classificato come Riserva Integrale, delle Giare dell'Olio, del Lago della Biscia, del Lago Scanizzon, di Fretto, Fratarei, Canei, Pra Riondo, Piampaludo, Pian della Badia.

Alcune delle specie target caratteristiche delle zone umide del Beigua, tra le principali emergenze conservazionistiche individuate dal Piano Integrato del Parco, sono messe a rischio dai processi di invecchiamento delle zone umide, causati dall'interramento di stagni e acquitrini, dall'aumento della temperatura e altri fattori di origine antropica che hanno alterato le connessioni funzionali tra gli ambienti idro-igrofili.

Proprio per migliorare lo stato di conservazione di stagni e torbiere del Beigua, con il sostegno della Fondazione Blue Planet - Virginia Böger Stiftung X.X., in collaborazione con il WWF Svizzera, il Parco ha avviato un progetto per incrementare gli habitat disponibili per gli Anfibi, ed in particolare per il Tritone crestato, considerato a rischio di estinzione, ma anche per altre specie, sia animali che vegetali, considerate in situazione sfavorevole.

Gli interventi previsti favoriranno anche la connessione ecologica tra la zona umida di Piampaludo, la Torbiera del Laione e le altre zone umide prossimali e su scala più ampia si otterrà un miglioramento dei corridoi ecologici già esistenti tra le aree sommitali appenniniche ed il versante padano di questo settore del Parco.

Le attività e i monitoraggi condotti nel tempo dal Parco consentono inoltre di migliorare la conoscenza delle complesse relazioni che si instaurano all'interno delle zone umide e di assicurarne la conservazione, creando anche le condizioni per offrire occasioni di visite culturali e didattiche, con la massima attenzione alle esigenze di tutela.

Giornata mondiale delle zone umide: gli interventi di conservazione nel Parco del Beigua
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