Il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) è un piccolo passeriforme (lunghezza totale 16-18 cm) con becco fine di colore bruno-nerastro. Gli adulti, in inverno, hanno fronte, vertice e nuca marrone scuro; parti superiori delle ali e del dorso color ardesia; mento, gola e parte superiore del petto bianchi; parte inferiore del petto e ventre castani. In estate, per abrasione, la colorazione delle diverse parti del piumaggio diviene più smorta. I giovani sono più chiari e le parti ventrali risultano di colore meno uniforme. Frequenta generalmente corsi d'acqua rapidi e limpidi d'ambiente submontano e montano, che scorrono su rocce e sassi, con abbondanza di rapide, cascate, e sbarramenti. Si ciba di piccoli Pesci e loro uova, Insetti acquatici e loro larve, Crostacei, Gasteropodi, ed Anellidi (Oligocheti ed Irudinei). Il Merlo acquaiolo nidifica nelle cavità presenti sulle sponde ripide o nei buchi di ponti ed altri manufatti. A partire da metà marzo vengono deposte normalmente quattro-cinque uova covate dalla sola femmina, che viene nutrita dal compagno. Dopo 15-18 giorni d'incubazione nascono i piccoli; questi vengono alimentati da entrambi i genitori e restano nel nido per circa tre settimane, per diventare completamente indipendenti solo dopo un mese. Una seconda covata viene in genere effettuata a metà maggio dopo pochi giorni dall'involo dei primi nati. Normalmente i giovani, una volta raggiunta l'indipendenza, si spostano al massimo di alcune decine di chilometri dal sito natale, spostandosi preferenzialmente lungo lo stesso corso d'acqua.
Specie parzialmente migratrice (tendenzialmente stanziale se si eccettuano le popolazioni più settentrionali migratrici su corto raggio), in Italia è presente con buona continuità di distribuzione lungo l'arco alpino e negli Appennini settentrionali e centrali; probabilmente non nidificante in Sardegna, in Appennino meridionale ed in Sicilia appare generalmente poco comune. In Liguria nidifica praticamente in tutti i corsi d'acqua con caratteristiche adatte; in periodo di sverno, si riscontra una distribuzione praticamente sovrapponibile all'areale riproduttivo, pur con una leggera tendenza a spingersi a quote inferiori, verso tratti fluviali planiziali, laghi e bacini artificiali.
Nel Parco del Beigua è sottoposto a monitoraggi da quasi cinque anni. Incoraggianti i risultati che registrano una presenza significativa negli ambienti circostanti i corsi d'acqua, con prevalenza nelle aree boscate e, secondariamente, da ambienti rupestri e con vegetazione rada, macchia mediterranea, brughiere e cespuglieti.